Brogli elettorali, 4 arresti. Di Pietro solidale con Orlando

Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari questa mattina tra Palermo e Misilmeri per aver messo in atto brogli in occasione delle elezioni amministrative del maggio 2007: gli agenti della Digos hanno notificato i provvedimenti a Gaspare Corso, 43 anni, allora candidato al Consiglio Comunale; Silvana Lo Franco, 32 anni, cognata di Corso; Vito Potenzano, 58 anni, candidato ad un consiglio circoscrizionale; Francesco Paolo Teresi, 58 anni, consigliere alla sesta circoscrizione comunale.

I provvedimenti seguono quelli di custodia cautelare in carcere già eseguiti dalla Digos il 28 marzo 2008 nei confronti di Gaetano Giorgianni e Giovanni Maria Profeta, già presidenti di seggio elettorale nelle elezioni comunali del 2007: si riferiscono tutti alla commissione di reati perpetrati in occasione di quelle consultazioni elettorali, quando gli accusati si resero responsabili di falsificazione di schede elettorali per far conseguire illeciti vantaggi elettorali a favore dell’allora candidato consigliere comunale Gaspare Corso, di Francesco Paolo Teresi e Vito Potenzano, allora candidati alla carica di consigliere di circoscrizione comunale.

Sin dal maggio 2007 infatti, in via del tutto autonoma e di iniziativa, la Polizia di Palermo aveva presentato alla Procura della Repubblica un primo articolato rapporto di polizia giudiziaria in merito ad alcuni episodi per i quali si richiedevano gli opportuni approfondimenti investigativi: si trattava di episodi limitati e circostanziati, in occasione dei quali gli agenti erano intervenuti in maniera diretta o aveva acquisito elementi di informazione certa. In particolare erano state registrate in sede di spoglio gravissime anomalie delle schede presso le sezioni elettorali 19 e 460.

Dopo investigazioni si è accertato, in entrambe le sezioni elettorali, la falsificazione di oltre 450 schede, con contraffazione della parte relativa all’espressione del voto di preferenza; la contraffazione del voto di preferenza in favore di uno dei candidati al Consiglio Comunale e di due consiglieri circoscrizionali, entrambi inseriti nella medesima lista del predetto candidato al Consiglio Comunale; la falsificazione di numerosi atti elettorali, verbali e comunicazioni, al fine diretto di occultare la contraffazione delle schede.

L’Italia dei valori si costituirà parte civile al processo su presunti brogli elettorali nelle elezioni amministrative a Palermo. Lo annuncia Antonio Di Pietro in una nota. “Gli arresti effettuati a Palermo confermano quanto da tempo denunciato da Leoluca Orlando, con esposti formali per le irregolarità intervenute durante lo svolgimento di operazioni elettorali e in sede di spoglio - dice il leader di Idv -. I brogli elettorali a Palermo sono stati anche oggetto di denuncia da parte di un comitato spontaneo di giuristi e di cittadini che, a suo tempo, aveva rivolto anche un appello al Capo dello Stato in visita a Palermo”.

“Dopo l’arresto di due presidenti di seggio, nei mesi scorsi -prosegue il leader dell’IdV - adesso la magistratura ha disposto altri quattro provvedimenti a carico di esponenti di liste a sostegno del candidato del Pdl a sindaco. Esprimo tutta la mia solidarietà a Leoluca Orlando, vittima di un sistema corrotto nel quale, accanto a voti comprati e a voti estorti, si accompagna un fenomeno vistoso e intollerabile di voti manipolati nei seggi.
Mentre si attende che la magistratura amministrativa decida in ordine al ricorso presentato da Orlando per l’annullamento delle elezioni, sono certo che i giudici e le forze dell’ordine sapranno, nei casi già evidenziati e in ogni ulteriore caso oggetto di denuncia, verificare la fondatezza delle denunce”.

“Italia dei Valori, presente con Leoluca Orlando candidato sindaco e con propria lista alle elezioni comunali, annuncia la costituzione, non appena proceduralmente possibile, come parte civile nei processi penali - conclude Di Pietro -. Ciò a tutela della libertà del voto e del corretto confronto democratico in una realtà ancora condizionata dal controllo mafioso e clientelare, reso ancora più soffocante dalla presenza nelle istituzioni di complici e di collaboratori interessati”.

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